A cura di dott.ssa Serena Guidotti - Biologa Nutrizionista
L’adolescenza rappresenta un periodo critico per lo sviluppo psico-fisico, caratterizzato da intensi cambiamenti biologici, psicologici e sociali. In questa fase, il rapporto con il corpo e con il cibo può diventare particolarmente fragile, facilitando l’emergere di disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (DAN) o di comportamenti a rischio che ne costituiscono il preludio. La letteratura recente sottolinea come la diagnosi precoce e un approccio multidisciplinare siano determinanti per migliorare la prognosi.
EPIDEMIOLOGIA
Secondo i dati ISTAT e i principali registri clinici internazionali:
• I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione colpiscono fino al 5–6% degli adolescenti nei Paesi occidentali
• L’anoressia nervosa presenta un’incidenza annuale di circa 100 casi su 100.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni, con un rapporto femmine:maschi di 10:1
• Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED) e la bulimia nervosa presentano prevalenze più elevate, stimando che fino al 3% delle adolescenti soddisfi i criteri diagnostici nel corso della vita
• I comportamenti subclinici – come restrizione calorica estrema, esercizio compulsivo, digiuni ripetuti – interessano una quota ancora maggiore della popolazione giovanile, costituendo un campanello d’allarme da non trascurare.
COMPORTAMENTI A RISCHIO
Alcuni comportamenti sono fortemente associati allo sviluppo di DAN in adolescenza:
• Restrizione calorica cronica e diete rigide non motivate clinicamente.
• Esercizio fisico eccessivo finalizzato al controllo del peso spesso associato ad amenorrea ipotalamica funzionale nelle giovani atlete, correlata a bassa disponibilità energetica
• Uso improprio di lassativi, diuretici o integratori dimagranti.
• Pattern alimentari selettivi o evitanti (fino a profili compatibili con ARFID, Avoidant/Restrictive FoodIntake Disorder).
Questi comportamenti, se persistenti, si associano a un rischio aumentato di progressione verso disturbi strutturati, compromissione della crescita, riduzione della massa ossea e complicanze cardiovascolari.
INQUADRAMENTO CLINICO
L’approccio diagnostico deve essere multidimensionale e includere:
• Anamnesi dettagliata: storia alimentare, andamento della crescita, comorbidità psichiatriche (ansia, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi), dinamiche familiari.
• Esame obiettivo: valutazione dello stato nutrizionale (BMI e BMI-z per età, pliche cutanee, circonferenze), segni di malnutrizione (lanugo, bradicardia, ipotermia).
• Indagini laboratoristiche: emocromo, profilo elettrolitico, assetto ormonale (FSH, LH, estradiolo, prolattina, TSH), ferritina, vitamina D.
• Strumenti psicometrici: EDE-Q, SCOFF Questionnaire, o scale validate per lo screening.
MODALITÀ DI INTERVENTO:
Il trattamento richiede una presa in carico integrata:
Intervento nutrizionale
• Ripristinare una adeguata disponibilità energetica, monitorando il peso e i parametri di crescita.
• Strutturare un piano alimentare progressivo, con particolare attenzione a macro- e micronutrienti chiave (calcio, vitamina D, ferro, zinco, vitamine del gruppo B).
• Educare la famiglia e il paziente al ruolo del cibo come strumento di salute, non di controllo.
Intervento psicologico
• Approcci basati sull’evidenza come la Cognitive Behavioral Therapy – Enhanced (CBT-E) e la Family-Based Treatment (FBT) si confermano i più efficaci in età adolescenziale (Lock & Le Grange, 2020).
• Lavoro su flessibilità cognitiva, riduzione dei rituali alimentari, miglioramento dell’immagine corporea.
Intervento medico
• Monitoraggio delle complicanze (cardiache, endocrino-metaboliche, ossee).
• Valutazione dell’opportunità di integrazione farmacologica (es. supplementazione di vitamina D, ferro, supporto ormonale in amenorrea persistente).
L’adolescenza è un’età di vulnerabilità ma anche di opportunità: intervenire precocemente sui comportamenti a rischio significa prevenire l’evoluzione verso disturbi più gravi. Solo un approccio multidisciplinare, che unisca competenze mediche, nutrizionali e psicologiche, permette una presa in carico efficace e realmente centrata sul paziente.
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